Gli americai. Gli Ameri- Cani, sono senza dubbio il popolo più strano del globo. Capaci di cose mirabolanti e allo stesso tempo aberranti. Ogni impero nella storia del mondo ha avuto un suo scopo, più o meno nobile. L'impero americano ne ha avuti mille e in fin dei conti non ne ha avuto nessuno. Gli americani invidiano la cultura francese, ma non quella italiana. Gli americani hanno uno stile di vita che li rende obesi, ma contemporaneamente sulle spiagge delle due coste sfilano i corpi più curati e ritoccati del mondo, corpi spregiudicati e lanciati all'inseguimento di una chimerica perfezione. Negli USA ci sono le università più prestigiose e care del mondo. Negli Stati Uniti pare che la Pepsi venda più della Coca Cola, ma non esiste il Chinotto.
Stanotte il presidente Obama, eletto dallo stesso popolo che elesse Clinton, per poi metterlo sotto impeachment, non per i disastri politici e militari ma perché reo di mancata confessione di adulterio, ha dichiarato, in un discorso ricco di retorica biblica come da tradizione, che Osama Bin Laden è stato ammazzato.
Il popolo, il popolino diremmo in Italia, è sceso a manifestare gaudio in strada, di fronte alla White House, a Ground Zero e in altri posti. Quello stesso popolo non sa, o finge di non sapere e non conoscere le centinaia di stragi e massacri perpetrati dagli stessi servizi americani, dalle agenzie governative o su mandato di presidenti come Bush senior, Reagan, Nixon e altri, nei decenni del novecento. Dal Nicaragua a Panama, dal Vietnam a Cuba, gli Stati Uniti hanno venduto armi a fazioni, per poi aizzarli contro i "nemici" che erano stati democraticamente eletti; hanno rovesciato napalm su bambini e donne; hanno raso al suolo città sotto le bombe dei caccia. Hanno portato "terrore", lo hanno diffuso, lo hanno seminato.
L'ondata di euforia popolare per l'uccisione di un terrorista (dilettante in confronto agli States), che ha comunque messo in ginocchio e in discussione un impero, è comprensibile, forse un pò meno giustificabile, comunque dal punto di vista dei sentimenti umani, prevale la comprensione. Non solo per i ricordo dei grattacieli in fiamme e delle persone, lanciatesi in volo dai piani alti in un disperato tentativo di fuga. Anche per tutto quello che c'è stato dopo. Il terrore, quello vero, è stato scatenato dopo, dai media, dalla Fox in particolare e dal governo.
Quando Bush venne rieletto, quella parte del mondo che credeva che la seconda guerra in Iraq non avesse uno straccio di giustificazione, si rese conto che era la maggior parte degli americani a volerla, e non solo un presidente con dei consiglieri leggermente maliziosi. Ma bisogna sottolineare che quel popolo era stato terrorizzato per quattro anni dai telegiornali.
La cattivissima abitudine di credere a tutto ciò che sentiamo in Tv porta anche a questo. I dati in proposito sono di una nettezza che non lascia adito a dubbi. Quando si scatenò la campagna anti-rumeni, il Governo Prodi emanò un pacchetto sicurezza, come se fossimo in guerra e come se i saturi codici italiani, non fossero già zeppi di norme e leggi che garantiscono la totale sicurezza di tutti, in teoria. Poi se la realtà è diversa è per altri motivi. Ad esempio, se si costruisce un quartiere enorme, a 20 Km da tutto ciò che è civiltà, per compiacere dei palazzinari, e non lo si dota né di un servizio di trasporto adeguato né di altri servizi base, cosa si è creato? Un ghetto, semplice.
Se le autorità sono delegittimate in parte, non è solo per la carenza di mezzi e risorse, ma soprattutto per abusi rimasti impuniti. Penso alla Diaz, a Cucchi e ad altri casi di cui nonostante si sia parlato moltissimo, si è riuscito a fare giustizia nella misura più ridicola possibile. E mi domando: in quei casi di cui nessuno sa, di cui nessuno parla,
come va a finire?
Non esiste risposta, o meglio la risposta si sa ed è inutile scriverla.
C' era quella bella canzone che faceva:
Hanno ammazzato Pablo, Pablo è vivo.
Osama è vivo, gli Stati Uniti hanno creato un martire, e il popolo non dovrebbe festeggiare, almeno per questo motivo. E mi sembra un motivo abbastanza pragmatico.
lunedì 2 maggio 2011
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