Il papa polacco è Beato, venerazione locale concessa. Ma il papa polacco è il papa internazionale per eccellenza. Coraggio ammettiamolo, anche noi ci siamo commossi a ripercorrere attraverso le immagini e le musiche degli speciali delle varie testate, l'incredibile vita di Karol. Un papa operaio per quattro anni, che dedicò diverse encicliche al tema del lavoro. In rotta col capitalismo, anticipò di almeno un decennio le problematiche della finanza sganciata dall'economia reale. In rotta col marxismo, inevitabilmente diffidente nei confronti del comunismo russo e dei suoi pallidi modelli occidentali, si scontrò personalmente per la libertà sindacale nel suo paese, appoggiando Solidanosc. Un grande papa, con molte luci e poche ombre.
Quando penso a Giovanni Paolo II mi viene in mente lo scandalo IOR, ma non subito. Prima nella memoria affiorano le gesta di umiltà, i mea culpa a nome della Chiesa Cattolica. Il papa di tutti, nel vero senso della parola, è anche il primo papa che la mia generazione conobbe dai Tg e non dai libri, o dai ricordi di nonni e genitori.
Lo splendido documentario di Enzo Romeo (per chi non lo sapesse è sidernese), andato in onda ieri sera su Rai 2, ha messo in luce due punti (fra loro connessi)
Il primo è che la Romana Chiesa può, anzi deve, occuparsi del sociale. Stare in mezzo alla gente, nelle fabbriche e nelle assemblee è compito dei sacerdoti quanto dei politici. Oltre la morale sessuale e la fede, che comunque a mio avviso rimarrà una questione personale nell'era dell'individuo, l'azione mediatrice e pedagogica di un buon clero nel sociale è l'unica via possibile a un'onesta evangelizzazione. A questo proposito l'Arcivescovo Bregantini esorta i nuovi seminaristi a lasciare stare alcune distrazioni e a tornare in strada, per così dire.
Il secondo punto è politico, e non so se mi piace o meno. La Chiesa, giusto o sbagliato che sia, può ancora stare nell'arena politica, anche se in posizione meno esposta al passato (recente). Ma se lo fa nelle modalità opportune, coi toni opportuni e con le persone adatte, può trarne benefici ancora maggiori che in passato. E se il punto uno viene rispettato, a godere di questi benefici saranno tutti.
Oggi, anche se ancora per poco, è il 1 Maggio, da Chicago alla seconda internazionale comunista questa data è pregna di significati per chi è di sinistra, ma sa guardare il mondo attraverso lenti di diverse gradazioni. Inoltre, non tutte le persone di sinistra, o gli elettori di sinistra, sono lavoratori, anzi la percentuale diminuisce sempre più velocemente.
Dunque che il Primo Maggio sia di tutti: comunisti, non comunisti, lavoratori, studenti, cattolici, atei, agnostici, militari, poliziotti, fricchettoni, cuoche, massaie, baristi, cubiste, veline, ecc...
Di tutti, come Giovanni Paolo II.
Citazione necessaria: Perché tanto odio? (Edika)
domenica 1 maggio 2011
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