Poesia del 1983 di un anonimo irlandese, traduzione mia.
Se dinnanzi a questi stessi occhi,
riposavi in pace, stessa mira
su la cosa che vogliamo in pochi
lurida discende, solitaria tira
La linea che segna ill confine,
istante stesso prima della fine.
falce va giù! poi non si respira,
gelo e affanno van sui fuochi
freddo o caldo l'attimo che vira
vuol silenzio nella nostra pira
il vallo è superato assai
dì infelice che non rivivrai
Ora tu, non negare che ti stringa,
forte marchia incandescente verso
ogni spasmo muscolare, e vinca
ogni tuo moto, andato perso
puoi salvarti solo negli arrocchi
te lo lessi negli stessi occhi.
venerdì 29 aprile 2011
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